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Il cambiamento è una costante della vita. In ogni ambito. Anche in quello lavorativo.

In azienda innovazione e sviluppo rappresentano tappe fondamentali di crescita, per rispondere con profitto al mercato in continua evoluzione.

Il cambiamento organizzativo spesso viene considerato un mero processo da attivare su procedure aziendali con un approccio ingegneristico ed esclusivamente razionale, non considerando le reazioni psicologiche inconsapevoli che possono ostacolare il processo stesso.

Infatti, durante i periodi di cambiamento, gran parte di ciò che accade è spesso al di fuori del nostro controllo generando ansia e l’innescare di reazioni difensive compensatorie, come la resistenza nella permanenza nella zona di comfort, che soddisfa il bisogno di base di sicurezza e attaccamento.

Da tempo ormai si monitorano i vari parametri che associano il luogo di lavoro alla redditività aziendale. Da molteplici studi risulta palesemente evidente quanto il livello di performance di ogni collaboratore risulti strettamente correlato agli ambienti in cui si svolge l’attività stessa, decretandone il grado di successo o l’insuccesso.

Alcuni di questi studi, in particolare la ricerca condotta da due illustri psicologi quali Alex Haslam e Craig Knight, hanno infatti evidenziato che ogni collaboratore raggiunge un risultato produttivo del 15% più elevato se lavora in un luogo pensato e strutturato secondo le proprie preferenze.

Ciò dimostra che più l’ambiente risulta essere familiare, più il collaboratore lavora in un clima di benessere e tranquillità raggiungendo risultati ottimali con più facilità.

Quali sono dunque i criteri ambientali da applicare in azienda per agevolare una maggiore produttività?

Durante il periodo di COVID, rispettivamente di Lockdown, ci siamo dovuti adattare alla situazione, ad esempio introducendo e implementando il telelavoro. Alcune aziende erano già predisposte altre invece si sono dovute “rimboccare le maniche” e hanno dovuto rivoluzionare la propria struttura lavorativa.

Dopo due anni e, nonostante si sia tornati a un livello di quasi normalità, questa struttura basata sulle nuove tecnologie della comunicazione a distanza, continua ancora e viene implementata di giorno in giorno dal momento che presenta notevoli vantaggi per le aziende.

È una nuova era lavorativa?

Formazione e coaching sono due leve aziendali importanti per manager o quadri che devono apprendere a gestire i collaboratori o clienti nel miglior modo possibile. Spesso si rende necessario aiutare la persona a sviluppare le proprie capacità di relazione, di comunicazione, di gestione dei conflitti, negoziazione, ecc.

Abbiamo visto nella prima parte di questo articolo che è importante aiutare il manager a cogliere il proprio punto di vista, fornendo supporto nella sua specifica situazione. Ma quando è davvero possibile che il manager impari a comportarsi in modo diverso? Almeno su certi aspetti specifici? E quanto è davvero possibile cambiare in tal senso?

Nella fase post-Covid il rapporto domanda offerta di lavoro è mutato radicalmente. Negli Stati Uniti ad agosto 2021, 4,3 milioni di persone hanno rassegnato le dimissioni – il 2,9% della forza lavoro – un record assoluto che sorpassa il precedente primato raggiunto in aprile quando furono ben 4 milioni (il 2,7% del totale).