Dal 1996

Metodi militari in azienda… Perché no?

HR

Ho incontrato l’altro giorno il direttore di una conosciuta azienda ticinese attiva nel commercio e nella logistica.

Alcuni anni fa, egli ha preso il timone dell’azienda, rendendosi subito conto che l’organizzazione era carente sotto numerosi punti di vista: mancavano dei processi formalizzati, i ruoli non erano chiari, il know-how aziendale era primariamente orale e legato alle singole persone… 

Avendo alle spalle una carriera come istruttore professionista nell’esercito, ha provato ad applicare i metodi e gli strumenti della conduzione militare: dall’organigramma, alle funzioni chiave, all’approccio al problem solving e alle decisioni, alla gestione delle riunioni. 

Risultato? Ottimo.

La sua esperienza si può così riassumere: il metodo militare non sarà perfetto (è rigido, schematico, poco aperto all'iniziativa personale e alla creatività), ma funziona. È semplice, comprensibile da tutti, definisce alcuni “paletti” fondamentali nella gestione organizzativa. È quindi un buon approccio in situazioni piuttosto disorganizzate, nelle quali i collaboratori e i quadri non hanno ancora maturato competenze organizzative, dove il capo deve costruire “da zero” l’organizzazione e la cultura organizzativa.

Fonte: Alberto Gandolfi, AFG Management Consulting

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