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Come decidere nell’incertezza?

A seguito dell’attuale emergenza sanitaria, è cresciuto nell’opinione pubblica e nella comunità scientifica l’interesse verso i temi dell’incertezza e della complessità dei sistemi economici, ecologici, tecnologici e sociali.

La crescente incertezza dei sistemi che ci circondano determina un’incapacità di prevedere il futuro. O manchiamo completamente cambiamenti epocali (dal fenomeno Internet alla caduta del muro di Berlino, alla crisi dei Paesi della zona euro, all’abbandono dell’energia nucleare o all’esplosione di pandemie…), oppure sovrastimiamo clamorosamente tendenze che si rivelano in seguito delle mode passeggere e inconsistenti.

L’imprevedibilità dei sistemi complessi appare sempre più come una caratteristica intrinseca della natura e non potrà probabilmente essere superata dall’Uomo. Ciò significa che dovremo imparare a convivere con l’incertezza. Prendere decisioni adeguate, robuste e sostenibili in contesti di alta complessità rappresenta quindi una sfida di vitale importanza per ogni persona chiamata a gestire e guidare imprese, progetti, enti pubblici.

La scienza della complessità e il pensiero sistemico possano aiutarci a muoverci meglio nell’incertezza? Si, proponendo una serie di strategie decisionali. Per esempio suggerendo di investire non tanto nel tentativo di prevedere il futuro, ma piuttosto di costruire un’organizzazione intelligente e flessibile, capace di leggere i “segnali deboli” e di adattarsi in breve tempo a cambiamenti esterni.

Ciò presuppone anche la capacità di apprendere dall’esperienza e soprattutto dagli errori. Un'altra strategia prevede di decentralizzare dove possibile la presa di decisioni: in situazioni complesse le decisioni dovrebbero essere prese da chi sta “al fronte” e non da organi centrali lontani da clienti e mercato.

Il libro di Alberto Gandolfi “Decidere nell’incertezza” (edizioni Casagrande, Bellinzona) propone 22 strategie decisionali,
fondate sulle “regole del gioco” comuni ai sistemi complessi. 

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