Dai processi frammentati alla cultura del miglioramento continuo: il metodo AFG&partners per riorganizzare le amministrazioni pubbliche senza perdere il focus sulle persone.
Nel panorama della consulenza per la Pubblica Amministrazione, esiste un equivoco frequente: pensare che riorganizzare un Comune significhi semplicemente ridisegnare caselle su un organigramma o aggiornare le descrizioni dei ruoli. La realtà, come dimostrano i recenti progetti di audit condotti da AFG&partners in diversi Comuni ticinesi, è ben diversa. La vera trasformazione non tocca solo la struttura; penetra nella cultura invisibile che determina come il lavoro viene svolto ogni giorno.
Tra il 2025 e il 2026, abbiamo affiancato amministrazioni locali in un percorso di audit organizzativo e change management che ha unito analisi dei dati e intervento profondo sul fattore umano. Ecco come siamo passati dalla diagnosi operativa alla costruzione di organizzazioni agili e resilienti.
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La diagnosi: ascoltare prima di agire
Ogni intervento efficace parte dall’ascolto. La prima fase del nostro metodo non riguarda documenti, ma persone. Attraverso un’analisi di clima basata sul modello PERILL (Purpose, External Relations, Relationships, Internal Processes, Learning, Leadership) e interviste individuali a tutto il personale – dall’ufficio tecnico alla squadra esterna – otteniamo una fotografia reale dell’ente.
In diversi casi analizzati, il quadro emerso ha evidenziato criticità ricorrenti:
- Mansionari disomogenei: interpretazioni soggettive dei ruoli che creano zone d’ombra operative.
- Processi frammentati: colli di bottiglia nel passaggio di informazioni tra uffici.
- Sicurezza psicologica variabile: ambienti dove l’errore è punito invece di essere visto come opportunità di apprendimento.
Questa fase ci permette di capire che il problema non è solo “chi fa cosa”, ma “come le persone interagiscono mentre lo fanno”.
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Dalla struttura all’efficienza: processi e chiarezza
Sulla base dei dati raccolti, lavoriamo a fianco dei quadri dirigenti per ridefinire le regole del gioco. L’obiettivo è duplice: chiarezza dei ruoli ed efficienza dei flussi.
- Uniformità dei mansionari: eliminiamo le ambiguità definendo responsabilità e margini di autonomia per ogni collaboratore, riducendo lo stress legato all’incertezza.
- Mappatura dei processi interfunzionali: in uno dei recenti progetti, abbiamo formalizzato una cinquantina di processi interfunzionali, superando gli obiettivi iniziali. Questi non sono semplici diagrammi, ma “patti operativi” che regolano le interazioni tra Cancelleria, Servizi Finanziari e Ufficio Tecnico.
- Sostenibilità: formiamo figure interne di Power User capaci di mantenere vivi questi strumenti anche dopo la fine della consulenza.

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Le sfide del cambiamento: gestire la cultura
Nessuna trasformazione avviene senza attrito. Nei Comuni ticinesi abbiamo affrontato sfide umane complesse:
- Il fenomeno del “brilliant jerk”: abbiamo supportato i municipi nella gestione di figure tecnicamente eccellenti ma tossiche per il team, dimostrando che la competenza non giustifica comportamenti che erodono la fiducia collettiva.
- Gestione del cambio generazionale: abbiamo lavorato con empatia e fermezza con le squadre esterne vicine alla pensione, integrandole nei nuovi processi senza bloccare l’innovazione.
- Relazioni con entità esterne: abbiamo aiutato le amministrazioni a definire strategie chiare per la coesistenza con società di servizi terze, garantendo certezze operative.
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Il cuore del progetto: team coaching e interdipendenza
Se la struttura è lo scheletro, la cultura è il sistema nervoso. La chiusura dei nostri progetti non è un report, ma un evento di Team Coaching. Attraverso simulazioni pratiche come il “Pro Game”, i collaboratori sperimentano tangibilmente il concetto di interdipendenza: nessuno vince da solo se il processo comune si blocca.
L’obiettivo è instillare una mentalità dove il feedback costruttivo è quotidiano e il successo del singolo è subordinato a quello della squadra.
Conclusione: i collaboratori come protagonisti
Oggi, le amministrazioni che abbiamo affiancato dispongono di strumenti solidi: organigrammi chiari, processi formalizzati e una cultura orientata al miglioramento continuo. Tuttavia, il vero successo non si misura nei documenti prodotti, ma nella capacità dei collaboratori di animare questa struttura con la propria energia.
La riorganizzazione non è un punto di arrivo, ma un punto di partenza. E nei Comuni ticinesi, questo nuovo capitolo è già iniziato.
Per informazioni, contattateci direttamente allo 091 840 92 50, oppure scrivete a info@afgpartners.ch



